L’eredità musicale di Virgil Abloh

L’eredità musicale di Virgil Abloh

Oggi la famiglia Demood rende omaggio a un designer e direttore artistico che ha scritto la storia della moda e non solo, Virgil Abloh, che putroppo, com’è noto ci ha lasciato prematuramente lo scorso 28 novembre.

A soli 41 anni, il ragazzo di origini ghanesi venuto dall’Illinois ha raggiunto traguardi impensabili, arrivando a diventare il direttore artistico di uno dei brand più importanti del mondo, Louis Vuitton. La sua strada non è stata lineare, infatti come si può evincere dalla bio, Virgil ha studiato ingegneria civile e successivamente si è specializzato in architettura. Tutto ciò si riflette in quello con cui si è definito cioè artista, architetto, ingegnere, designer, musicista e DJ, direttore creativo capo e direttore artistico.

Perché oltre all’amore per la moda e l’arte, Virgil Abloh ha coltivato una grande passione per la musica. Su Rolling Stones aveva raccontato che “quando pensi al fashion e quando progetti una sfilata, devi comportarti come un dj che studia e passa 10mila ore in un club, perché devi muoverti in uno spazio strettissimo. Devi prendere un pubblico con gusti musicali diversissimi, guardare alla tua collezione, alla location e dire ‘cos’è che può migliorare l’esperienza?’ Per cui ci vuole molta attenzione per trovare le canzoni giuste con cui legare il pubblico”.

L’amore per la musica l’ha accompagnato fin da ragazzo, provenendo da una famiglia dove le influenze musicali erano varie. Sempre nella stessa intervista ha raccontato che la collezione musicale del padre “spaziava da James Brown a Fela Kuti e a Miles Davis”, passando “dal pop alla musica contemporanea” e “dall’hard rock al soul”.

La sua esperienza come Dj lo ha portato a solcare palchi importanti come Tomorrowland, Hï Ibiza, Circoloco e altro ancora. Abloh, nel 2o18, ha pubblicato un singolo con Boys Noize, “ORVNGE”. Unendo la sfera musicale e del design, ha ideato un modello trasparente del Pioneer CDJ-2000NXS2 e DJM-900NXS2, esposto al museo d’Arte Contemporanea di Chicago. “Nell’intento di conferire un nuovo look e creare nuove sensazioni per l’industria dei CDJ e DJM, ho voluto disegnare una versione trasparente, fuori dagli schemi dei modelli più iconici per ispirare un sound diverso mentre ci si esibisce come DJ; e creare cosi un nuovo terreno di incontro tra tecnologia musicale e interazione umana per raggiungere risultati innovativi”, ha spiegato l’artista. La collab con Pioneer non si è fermata e successivamente ha rivisitato attraverso Off-white, il suo brand, il controller DDJ-1000-OW per un edizione limitata.

Virgil Abloh è stato in grado di rompere gli schemi, rivoluzionare il modo della moda e del design e per questo gli saremo eternamente grati. Il suo eclettismo e la sua forte personalità rimarrà un ispirazione per giovani e non che ambiscono a fare la differenza nei propri ambiti, dimostrando che è possibile sperimentarsi su più fronti.

Per questo e per molto altro, grazie Virgil.

Demood